Il basso Sulcis
il silenzio di Sardegna per
rivivere il tempo
La cattedrale di Santa Maria
di Tratalias
Nei periodi cruciali delle invasioni saracene la sede
vescovile ubicata nella città di Sulci, sull'isola di
Sant'Antioco,
fu trasferita nella chiesa di Santa
Maria a Tratalias. La chiesa, fondata nel 1213,
come ricorda un'epigrafe murata all'interno della
facciata, presenta un impianto romanico anche se è priva
del cromatismo dei conci tipicamente pisano, ma è ben
evidente il passaggio al gotico per l'abbondanza degli
archi acuti e lo slancio degli ornati.
La facciata, sobria ed elegante, è divisa
orizzontalmente in due sezioni da un motivo decorato ad
archetti pensili. La parte inferiore è scandita da due
lesene che racchiudono il portale composto da due
pilastri con capitelli che sorreggono un architrave
sormontato da un arco a tutto sesto decorato con un
motivo a dentelli. La zona superiore, arricchita da un
rosone centrale, è coronata da un timpano triangolare su
cui è impostata una scaletta di servizio che
dall'interno consente di raggiungere il tetto.
Anche le pareti esterne e l'abside presentano un partito
decorativo a lesene che sorreggono un fregio ad archetti
pensili. L'interno, a tre navate senza transetto, è
suddiviso in sei arcate sorrette da pilastri a sezione
ottagonale. Travi di legno addossate su mensole
sorreggono la copertura dell'edificio. Ai lati del
presbiterio una scaletta conduce ad una cripta
sottostante.
TRATALIAS
Calendario delle Manifestazioni:
- Aprile: Sagra della tosatura
- Maggio: Festa di Santa Maria
- Agosto: Festa dell'anziano e dell'emigrato |
Abitanti: 1123
Altezza: 17 metri sul livello del mare
Superficie: 30,96 Kmq
Distanza da Cagliari: 90 Km
CAP: 09010
Mercato settimanale: Venerdì
Frazioni: Tre Case, Is Lais |
Tratalias è uno di quei centri sorti in Sardegna dopo
l'anno Mille, quando monaci e mercanti invasero l'isola
facendo fiorire nuove attività e comunità. Il primo
insediamento di questo centro fu la Chiesa di Santa Maria,
che ancora oggi si conserva ottimamente ed è aperta al
culti di S. Maria di Monserrato; essa venne costruita
nel 1213 sotto gli auspici del vescovo Mariano Sardo.
Suddetta chiesa, già cattedrale della diocesi sulcitana,
costituisce uno splendido esempio dell'architettura
romanico-pisana che si diffuse in Sardegna nel XII e
XIII secolo, nel periodo dei Giudicati. Nell'anno 1323
Don Alfonso, Infante di Aragona, arrivò nel Golfo di Palmas con la sua flotta di oltre
500 navi ed un
esercito di 10.000 uomini; inizia così la presenza
spagnola in Sardegna, che si protrae per oltre tre
secoli. Tratalias, all'epoca, era sede della diocesi sulcitana: qui infatti si era trasferito il Vescovo di
Sulcis (Sant'Antioco) un secolo prima; ed a Tratalias
era stata costruita la chiesa di Santa Maria. Gli
Aragonesi soggiornarono certamente a lungo a Tratalias,
anche se di ciò non è stata rinvenuta alcuna precisa
fonte documentale; lo testimoniano, però, alcuni portali
in abitazioni vicine alla Chiesa, tutt'ora
splendidamente conservati, di stile ed epoca sicuramente
aragonese, una iscrizione della facciata di una casa in
occasione del suo restauro nel 1500, ma sopra ogni altra
cosa la dedica, che risale a quel periodo, della chiesa
di Tratalias al culto di Santa Maria Vergine di
Monserrato. Nel periodo aragonese della storia della
Sardegna, infatti, le principali chiese già dedicate
alla Madonna furono dedicate al culto di Nuestra Senora
de Morenita, la cui statua è stata rinvenuta nel Monte
Montserrat, in Catalogna nell'anno 883.
Tratalias, negli
anni più recenti, ha comunque legato il suo nome
all'invaso artificiale di Monte
Pranu, capace di
contenere 50 milioni di metri cubi di acqua per
irrigazione, gran parte della quale è stata però
destinata alle industrie del polo industriale di
Portovesme.
L'invaso di Monte Pranu venne studiato tra il 1933 e il
1935, quando venne finanziata la trasformazione
fondiaria dell'intera piana del Basso Sulcis e il cui
programma prevedeva oltre alla sistemazione
idraulico-valliva del Rio Mannu e dei suoi affluenti,
anche la costruzione dello sbarramento dello stesso Rio Mannu ai fini irrigui; la diga però venne
costruita ai
primi degli anni Cinquanta. La costruzione della diga ha
determinato il fenomeno delle infiltrazioni sotterranee
di acqua che nel giro di alcuni anni hanno causato
crolli di abitazioni, irreversibili danni alle
fondazioni delle case, fino alla inabitabilità totale
della maggior parte delle abitazioni. Per questo motivo
si dovette decidere la costruzione di un nuovo centro
abitato in una zona non interessata dal fenomeno delle
infiltrazioni. Dopo molti anni di attesa, di promesse,
di studi, finalmente negli anni 1984/1987 è stato
ricostruito interamente l'abitato di Tratalias, con un
finanziamento straordinario di 13 miliardi disposto
dallo Stato in favore della Regione Sarda. Tutti i
lavori sono stati realizzati direttamente dallo stesso
Comune. Le abitazioni del vecchio centro, acquisite dal
Comune, sono state in larga parte demolite. Le più
vecchie e di grande interesse storico-ambientale, site
intorno alla Chiesa di S. Maria di Monserrato saranno,
invece, ristrutturate e valorizzate, al fine di essere
utilizzate come sede di mostre, museo della memoria
storica del vecchio centro, botteghe artigianali,
attraverso un piano di recupero del centro storico che è
attualmente allo studio da parte dell'Amministrazione
Comunale e per il quale sono già stati ottenuti i primi
finanziamenti.
La presenza dello splendido monumento della Chiesa di S. Maria di Monserrato, già meta continua di visitatori e
turisti, la valorizzazione ed il recupero del centro
storico, alcuni importanti siti archeologici di epoca
nuragica (fra questi il Nuraghe Meurra, ottimamente
conservato) esistenti nel suo territorio, la bella
pineta circostante il lago artificiale di Monte Pranu,
fanno di Tratalias uno dei centri più interessanti per
lo sviluppo turistico del Sulcis, orientato alla
scoperta dei centri minori, alla loro storia ed alle
loro tradizioni. |
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